LA CASA DEL BOIA, Christian Sartirana
“La casa sembra gonfiarsi come uno stomaco pieno d’aria. Dal fondo dell’oscurità sale una specie di miagolio.
La porta si chiude.
E poi aspettiamo.
A volte escono delle cose.”

La Casa del Boia è un insieme di racconti, undici per la precisione.
E qua il mondo dei lettori si spezza in due: da una parte gli amanti dei racconti, e dall’altra i “solo romanzi, grazie”. Beh, con questa raccolta Christian è riuscito a unire questi due pensieri, ma in che maniera? Un delicatissimo filo congiunge tutti i racconti presenti perché ognuno di loro ha vita propria, ma tra le righe si ha il sentore che nulla è dato dal caso e qualcosa di oscuro, inquietante e costante si nasconde nell’ombra; fedele compagno di tutti i personaggi.
Un essere molto generoso mi verrebbe da dire, peccato per quel lato tetro che lo contraddistingue.
Ma non lasciatevi ingannare dalla definizione di “essere”, oppure “presenza”, perché di mostri in questa lettura ce ne sono, eccome, ma nessuno di questi può essere definito “mostro” nel senso letterario del termine e fisico. In queste distorte atmosfere l’oscuro è dentro ogni personaggio, la realtà è malvagia e l’autore gioca con la psiche delle persone per disegnare e creare questi esseri malvagi. Non incontrerete zombie, vampiri o mostri deformi (forse questi ultimi un qualcosina sì), ma l’inconscio delle persone, il loro mondo onirico; il male in questi racconti è quello che abbiamo dentro di noi e che in un certo verso rappresenta il male che viene dall’esterno.
H.P.L. scriveva: “Il sentimento più antico e profondo radicato nell’uomo è la paura, e il piacere più antico e forte di paura è la paura dell’ignoto.”
Da questi brevi aspetti descritti si può capire l’influenza della scrittura dell’autore che però ha cercato di rendere sua attraverso una serie di scelte stilistiche che rendono lo stile originale: periodi brevi là dove la realtà deve essere creata così com’è, senza fronzoli o dilungazioni, ispirazione attraverso luoghi e la gente che vive questi posti, rendendo il tutto ancora più reale e inquietante.
I RACCONTI
Come già anticipato, La casa del boia è composta da undici racconti, preceduti da un prologo che altro non è un estratto de Folclore rurale del Piemonte, di Cesare Lentini. Questa scelta dell’autore la trovo geniale perché è come se, indirettamente, lascia la parola a un altro autore che, in modo inconsapevole, prepara il lettore alle atmosfere, luoghi e tradizioni/leggende che caratterizzano questi; soprattutto di Gorengo, che cerca di non essere dimenticata in una maniera un poco meno brillante rispetto ad altri paesi: la casa stregata del Boia nero.
[Come consuetudine dell’autore non ci spostiamo dal Piemonte e dalle sue leggende. Scelta che apprezzo moltissimo: se conosci nell’intrinseco un luogo perché tratteggiare male uno col quale non hai condiviso nulla?]
Già da questo si può comprendere uno degli elementi che andranno a creare questi racconti, ovvero la presenza di Hounting House. Non l’ho voluto scrivere in inglese per darmi delle arie, ma tradurlo in italiano andrebbe a ridurre la vastità del termine; perché non stiamo solo parlando di “case infestate”, ma di un luogo abitato, quindi il suo passato che ha dato vita al trauma e questa “casa” è quindi in grado di trattenere questo male e mantenerlo attuale.
“Immersa in un non tempo preciso, in un passato che non vuole essere tale”.
La Casa del Boia Nero è appunto questo e molto altro. Christian ha dato rilevo a tale edificio rendendolo protagonista e fondendolo con le leggende del paese, dando vita a racconti raccapriccianti basati anche sulle realtà culturali di alcuni luoghi rimasti fuori dalla vita mondana e attuale come quella delle grandi città quali Torino, Asti, ect…
I personaggi sono molto differenti tra loro: dal medico che pensa di essere sfuggito dal paese natale tanto disprezzato, lo scrittore portato a odiare ciò che ha creato, il giocatore di scacchi fino all’antiquario. La realtà di Gorendo e quella fastidiosa sensazione che quel luogo si porta dietro fanno da colante tra tutti loro.
Ho detto tutto e niente, nel senso, ho cercato di dare un’idea generale della scrittura consapevole, originale e diretta di Christian e il genere trattato. Non ho voluto soffermarmi sui singoli racconti perché questo sono, brevi racconti da assaporare dall’inizio alla fine, terminandoli con un’espressione accigliata ogni volta, per la durezza o la troppa inquietudine che sono riusciti a trasmettere.
- LA CATTIVA ORA (oggi è il nostro turno)
Il protagonista è riuscito a scrostarsi di dosso la realtà rurale e “ignorante” del suo paesino natale, Gorengo, ma dovrà tornarci per dare l’estremo saluto al defunto padre.
Ma poi c’è la casa della festa.
“Una volta chiesi a mia nonna se anche lei da giovane frequentava la casa della festa.
“Almeno una volta l’anno,” disse, calcando bene sulla prima parola.
Per qualche motivo lo trovai divertente. “Perché almeno, era un obbligo?”
Lei mi guardò con una serietà inquietante. “La terra va sempre ringraziata per quello che ci dà.”
- CACCIATORI
Christian Sartirana
La casa entra prepotente e si presenta ai lettori. E cavolo se lo fa bene!
La punteggiatura crea il perfetto ritmo e dà il giusto tempo per assimilare ogni frase, il finale ribalta tutta l’idea che ci si potrebbe fare del racconto, turbando in modo schietto.
- IL MALE RIMANE
Angosciante credo che sia il termine che meglio possa descrivere questo racconto. Abbiamo un furgone abbandonato, realtà rurale grezza e cattiva, delle pecore e una strana faccia gigante.
“Pareva un’enorme scatola di sardine abbandonata sul prato. Di quelle rettangolari, con l’apertura di alluminio arricciata. Il bianco della carrozzeria era divorato dalla ruggine. L’occhio della grossa finestra laterale, velato da una cataratta di muschio, scrutava le colline lontane con i fianchi ammantati dalla nebbia”
- CHIUSURA AL POLLAIO
Un altro intermezzo ambientato nella Zona Rossa.
- IL MIGLIORE
“Era il miglior scacchista del mondo. Per ora.”
Fino a quando non verrà invitato a una gara tu per tu con un di Gorengo. Allora diventerà “Lo scacchista migliore al mondo (per ora)”. Ricordiamoci che si tratta di un racconto dell’orrore, abbandoniamo false speranze.
Ansia costante dettata anche dalle numerose domande che pian piano assillano la mente del protagonista.
- VIOLA
Lei sarebbe la protagonista di questo racconto, ma la Casa, un’altra volta, si comporta da prima donna rubando le scene a tutti.
- ESSERE PRODIGIOSO
(mio racconto preferito)
Torna un antiquario, un baule pieno di carte da gioco molto interessanti comprate a una fiera. Ma attenzione, come già detto questa raccolta ha molte caratteristiche e la banalità non è fra queste.
- SE LI PRENDE LA COLLINA
Qua è la realtà rurale a parlare, personificata in un anziano come viene bene a Christian. Occhi che hanno visto e cuore che ha vissuto quei luoghi, quelle tradizioni e quelle leggende.
“È davvero venuto sin qui da Torino per chiedermi ’sta roba? Non ce l’ha un lavoro, una famiglia? Ah, sarebbe questo il suo lavoro? E c’ha pure la famiglia! Diosanto, questo mondo è andato completamente affanculo mentre marcivo qui dentro.Quindi lei vorrebbe farmi credere che se ne va in giro a sentire stronzate paranormali, sputate da vecchi rincoglioniti come me, e la pagano pure!”
- SCHWARZE SPINNE
(racconto preferito al pari dell’altro. O forse un pochino di più)
Siamo in una casa editrice, un curatore della collana “ragno” con un passato traumatizzante e scrittori in grado di portare alla realtà i loro luoghi dell’orrore. E alcuni ci cascano dentro per ripicca.
PERCHÉ CONSIGLIO QUESTO LIBRO?
Come già detto in precedenza, trovare un buon horror oggigiorno non è una impresa facile. Questo già potrebbe essere un primo motivo.
La scrittura di Christian è ricercata e si denota la conoscenza del genere mischiata alla passione per questo.
C’è originalità in ogni uno di questi racconti e un forte senso di inquietudine.
L’ambientazione italiana inoltre, aiuta il lettore a immedesimarsi ancora di più nelle situazioni proposte perché non si discostano troppo dalla realtà in cui è abituato a vivere.
“ Le grondaie facevano curve strane. Le tegole erano sollevate come unghie spezzate.”
Ultimo motivo, ma non il meno importante, per chi dovesse addentrarsi nelle letture di Christian, sono sicura che la prima cosa che noterà sono gli aggettivi orripilanti scelti per far immergere meglio il lettore in alcune scene come le descrizioni attraverso le sensazioni olfattive e uditive.
Inoltre, questa raccolta è stata pubblicata da Acheron Books, una piccola realtà editoriale che pubblica principalmente con ambientazioni italiane e GDR. Tra le sue file ha autori di un certo spessore che meriterebbero una vetrina di immagine ampia come altri di grosse case editrici che ne valgono la metà.
Queste piccole realtà hanno una gran cura del materiale pubblicato e molte volte si scoprono delle chicche pazzesche. Le si incontrano a quasi tutte le fiere fortunatamente e se posso consigliare, spulciate i loro cataloghi, ne rimarrete felicemente sorpresi.







