IL VAMPIRO e altre novelle gotiche
A.K. Tolstoj
“[…]
«No, non sto cercando nessuno. Trovo solo bizzarro di vedere dei upyr al ballo di stasera!».
«Upyr?», ripeté Runevskij «Come sarebbe a dire upyr?»
«Upyr» rispose con freddezza lo sconosciuto «voi li chiamate vampiri, Dio solo sa perché. Ma posso assicurarvi che il loro vero nome, in russo, è upyr e poiché sono di pura origine slava, anche se possono essere visti in tutta Europa e persino in Asia, è irragionevole usare un nome storpiatodai monaci ungheresi, i quali pensano bene di volgere tutto in latino
[…]”
Come anticipato anche da Marco Battaglia, che firma per NeroPress Edizioni la prefazione di questa raccolta di racconti brevi di vampiri e del mondo gotico, l’immagine del vampiro descritta da Tolstoj è ispirata non tanto a quella delle leggende del folklore dell’est Europa, ma alla rivisitazione di Polidori, al suo Vampiro, ovvero non più un essere gonfio e ripugnante, ma un uomo o donna dal bel aspetto e appartenente all’aristocrazia.
[Per una rinfrescata sulle origini del Vampiro CLICCA QUA, per il vampiro all’interno del folklore e del movimento Gotico, CLICCA QUA]

Per quanto riguarda l’autore, A.K. Tolstoj (1817-1875), è bene stare attenti a non confonderlo con il suo lontano e famoso cugino Lev N. Tolstoj, autore di Guerra e pace.
Buon sangue non mente, A.K. Tolstoj ha ricoperto molte cariche importati addette all’alta aristocrazia russa, ma il suo amore per la letteratura lo ha portato a essere un poeta, romanziere, drammaturgo e autore satirico. Grande viaggiatore, visitò l’Europa in lungo e largo e queste esperienze di vita traspaiono dalla sua scrittura, nei suoi racconti.
Come gli amanti del genere Gotico ben sanno, questo ha origini inglesi e Tolstoj si è ritrovato nella dura posizione di utilizzare una letteratura importata dall’occidente e far sì che questa non diventi “naturale” trascritta da un autore russo. Il risultato è perfetto: da una parte è evidente l’utilizzo dei numerosi elementi che caratterizzano il genere gotico (e quindi di origini occidentali), dall’altra la scelta di spostare alcune suo storie, o anche solo i plot secondari nell’impero Russo o subito oltre i suoi confini. L’estratto che ho scelto per aprire questo articolo ne è l’esempio perfetto.
RACCONTI BREVI
I racconti riportanti in questa raccolta sono opere giovanili di A.K. Tolstoj scritte tra il 1839 e il 1846, in genere gotico.
“Era un vasto edificio austero, in gran parte in rovina. Al chiaro di luna si vedeva che le mura erano coperte da muschio e tappezzate d’edera, i cui rami pendevano in ghirlande dalle alte torri, ondeggianti pittorescamente sullo sfondo d’un cielo blu argentato.
Mi fermai a contemplare la scena.”
L’estratto scelto è tratto dal secondo racconto intitolato Appuntamento tra trecento anni. In questa storia vengono utilizzati quasi tutti gli elementi che caratterizzano in genere gotico.
Possiamo trovare:
- Fanciulla da salvare,
- Corse all’impazzata con carrozze in mezzo ai boschi,
- Tanta nobiltà,
- Un castello abbandonato,
- Una maledizione,
- Un amore non corrisposto
E direi che già solo con questi, Tolstoj ha voluto gridare a bocca chiusa l’appartenenza dei suoi racconti al genere gotico.
Prima di questo racconto troviamo La famiglia del vurdalak, dove le ispirazioni sono fortemente tratte dal vampirismo locale, folkloristico, mischiato un poco al gotico.
Interessante la scelta di utilizzare il pov del Marchese d’Urfé, lo stesso che compare nella seconda novella raccontata dalla duchessa di Gramont. Anche lei compare nel primo.
Il terzo si intitola Il Vampiro e dal mio punto di vista è quello che più abbraccia il genere gotico per il dilungare dei concetti secondari, degli eventi che alla fine si collegano tra loro.
Il quarto e ultimo è Amena. In questo caso il concetto del vampiro è accostato alla mitologia greca e un altro personaggio è ricorda qua -quello di Peppina- presente anche ne Il vampiro.
CONCLUSIONI
NeroPress edizioni ha proposto un’interessante raccolta di romanzi brevi in chiave gotica vampiresca con una prefazione molto interessante e utile prima di immergersi in questa lettura.
La scrittura di A.K. Tolstoj è ricca, elegante ma anche molto scorrevole.
Se amate le storie di vampiri in chiave gotica della prima metà dell’800, questo libro fa per voi.










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