I MIEI STUPIDI INTENTI, Bernardo Zannoni

Bernardo Zannoni

La scelta di questa lettura non è nata -come al mio solito- dalla copertina, né dal titolo -che comunque è molto accattivante-, ma da una semplicissima chiacchierata durante un aperitivo. E quando ti fidi senza alcun dubbio dei gusti letterari della tua amica, e questa ti propone un romanzo raccontato dal punto di vista di una faina, tu cosa fai?
Lo compri immediatamente.

IL ROMANZO

I miei stupidi intenti, edito da Sellerio editore, è il romanzo d’esordio del giovane autore Bernardo Zannoni, all’epoca venticinquenne.
È ovvio, la scelta di raccontare la vita di una faina, dal suo punto di vista, è originale, curiosa; ma ciò che coglie impreparati è il tipo di scrittura: cruda, ricercata, essenziale, profonda. Un continuo, magnifico, contrasto.
Chi si è imbattuto in questo romanzo può solo affermare quanto lo stile di Zannoni funga da struttura portante per la storia in quanto, senza la sua scrittura coinvolgente, il risultato non sarebbe stato tale.

Come già detto in precedenza, la scelta di utilizzare un animale parlante -perché, alla fine, parlano tra di loro gli animali di questo romanzo- è originale, ma non troppo. Mi spiego meglio: non è la prima volta nella letteratura in cui si usa questa scelta stilistica, ma ciò che contraddistingue I miei stupidi intenti è la vita di Archy -protagonista-. Vive in un mondo dove gli animale, oltre che avere l’uso della parola, vivono una vita quasi umana, con tane/case composte da letti, tavoli e cucine con tutti gli utensili, ma la loro realtà è sempre dura, detta dalla sopravvivenza.
Gli animali di questa storia sono antropomorfizzati.
Inoltre, ad Archy viene fatto il “dono” della conoscenza. Ho virgolettato questa parola perché, come ammette lo stesso protagonista, se non conosci l’esistenza della morte, mai la temerai. Smette di vivere al presente.
La vecchia volpe inizia a prendere sotto la sua ala Archy, che da schiavo diventa, piano piano, il suo apprendista.
Archy impara a scrivere, a leggere e scopre la parola di Dio. Questo lo porterà a condurre un’esistenza con la coscienza di un uomo e l’istinto di un animale.  

Archy è una faina zoppa da quando era cucciolo e questo impedimento gli insegnerà a cavarsela in maniere diverse, oltre che causa con effetto dell’essere per una gallina e mezza venduto a Solomon, una volpe astuta che interpreta la parola di Dio a suo piacimento.

La trama de I miei stupidi intenti è ricca di eventi che costellano la vita di questa faina, dalla sua nascita, quando è solo un cucciolo nel lettone coi suoi fratellini, fino a quando si conquisterà una tana tutta per sé. Non si possono riportare in una recensione, vanno letti, assaporati; per poi innamorarsi e arrabbiarsi.

L’opera d’esordio di Bernardo Zannoni, con la quale ha vinto il premio Campiello 2022 è una metafora della condizione umana, trattata dal punto di vista di una semplice faina.

I miei stupidi intenti, Bernardo Zannoni, Sellerio editore

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