LUNA FREDDA SU BABYLON, Michael McDowell
Parto con l’ammettere di essere completamente innamorata della scrittura di McDowell già dal primo libro della saga Blackwater.
Quest’uomo ha il potere di comunicare con le immagini e lo si sente soprattutto nei cambi di scena o nei suoi incipit, dove accompagna il lettore nel mondo creato per lui.
Tra Blackwater e Katie –altro suo pazzesco romanzo– McDowell ripropone un fiume che si connette al Perdido, come una connessione oscura, fine ed enigmatica tra le sue trame.
Un’altra caratteristica di queste ristampe dell’autore, in Italia edito da Neri Pozza editore, è la scelta editoriale (partita dal primo editore francese Monsieur Toussaint Louverture) di ascoltare le volontà dello stesso McDowell: edizioni tascabili, separazione dei titoli della saga Blackwater. Questi due editori hanno seguito le stesse linee editoriali, comprese le magnifiche e originali copertine a opera dell’illustratore Pedro Oyarbide.
IL ROMANZO
Con Luna fredda su Babylon (titolo di cui ho compreso il significato solo arrivando all’ultima pagina) Michael McDowell torna a immergersi nel genere Southern Gothic, con le sue atmosfere gotiche, oscure, credenze popolane derivanti da diverse estrazioni sociali e radici etniche che si mescolano creando psicosi inquietanti.
La trama di apre con una sfortunata famiglia Larkin (nipoti e nonna) che vive nella loro fattoria circondata da una ricca piantagione di mirtilli non lontana dalle sponde torbide dello Styx, le stesse acque dove i genitori hanno trovato la morte e dove verrà rinvenuto il corpo della povera Margaret Larkin legato alla sua bicicletta. La nonna Evelyn assieme al nipote Jerry, meno agguerrito ma comunque deciso a trovare l’assassino della sorella, incolpano Nathan Redfield, rampollo di una della famiglie più ricche della città e proprietaria della banca.
Gli aggettivi che più si addicono a questo romanzo sono soffocante, opprimente, claustrofobico. L’afa che impedisce alle persone di svolgere qualsiasi attività, i forti temporali che si abbattono sulla città, le rigogliose pinete che non lasciano filtrare un raggio di sole, le paludi e la vegetazione che ricopre ogni lembo di terra, le acque dello Styx che continuano a scrociare oscure. Le persone, i cittadini di Babylon stessi, con le loro lingue taglienti, ossessionati dai pettegolezzi e dal loro egoismo.
Sicura che i protagonisti fossero la famiglia Larkin e le loro sfortune, mi sono dovuta ricredere già a metà lettura, realizzando che la città di Babylon stessa è la vera regina, insieme alla natura che la circonda. Questa scelta stilistica è interessante perché il lettore non si sente disorientato, anzi, ha la possibilità di vivere gli avvenimenti attraverso diversi punti di vista, con lo stesso stato d’animo intriso di inquietudine.
Ammetto tristemente che alcune parti all’interno dei capitoli stessi le ho trovate inutili, con l’unico scopo di rimpolpare le pagine, ma non è un elemento tanto fastidioso da farmi perdere credibilità verso McDowell.
Lo adoro comunque.
Descritto in questa maniera Luna fredda su Babylon potrebbe sembrare un thriller, ma non lasciatevi ingannare; le atmosfere gotiche, cupe, strade avvolte nell’oscurità, circondate da infiniti pini e illuminate a tratti da sporadici lampioni nascondono tra le sue ombre esseri che il fiume non ha voluto, assetati di vendetta.
Nessuna pistola, spranga o dir si voglia regalerà redenzione, solo la pazzia.
[…] La cosa dentro alla bara non somigliava affatto a Margaret , ne era solo una replica approssimativa, come un fantoccio di paglia da bruciare a Halloween […]. Rimaneva una domanda: dov’era Margaret?
Ho scelto questo passaggio perché è il primo a introdurre un elemento dark, ma anche quello a me meno chiaro di tutto il libro (perché Warren si fa questa domanda?); l’ho trovato un passaggio lanciato così, non un elemento per incuriosire.
Detto questo, Luna fredda su Babylon è stato pubblicato per la prima volta nel 1980, Blackwater nel 1983 e Katie nel 1982.
Lo si può vedere come un trampolino di lancio verso gli incredibili e inquietanti mondi di McDowell e una motivazione plausibile per non rimanere bloccati da questi evidenti errori nella ricerca della sua voce. E sì che poi troverà la sua voce, fidatevi.
CONCLUDO
Lo faccio con la quarta di copertina, scritta magnificamente. Se avete ancora qualche dubbio, mai migliori parole potevano essere trovate e messe insieme per descrivere, incuriosire e inquietare in poche, essenziali righe.
Babylon, Florida, 1900.
Il caldo soffoca la città.
Le superstizioni tormentano i pavidi.
I serpenti uccidono gli incauti.
Un fiume oscuro corre. Rapido e letale.
Talvolta reclamando la sua libbra di carne.
Quando la giovane Margaret Larkin scompare, è come se quelle acque volessero tornare alla sorgente, restituire chi non avrebbero mai dovuto inghiottire. Mentre una fredda luna si leva, accecante, sui peccati e le colpe di Babylon











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