L’ANTAGONISTA E L’ANTIEROE

“Il personaggio è il cuore della storia: senza il suo cambiamento, la trama resta solo una successione di eventi. ”

Attraverso la scheda del personaggio (trovi l’articolo cliccando qua), e il loro relativo studio, abbiamo compreso l’importanza che si cela dietro a ognuno di essi.
Con la lettura de L’Arco di Trasformazione del Personaggio e il Viaggio dell’eroe avrete modo di soffermarvi su tutti i personaggi che dovrebbero far parte della storia, in quanto ciascuno di loro ricopre un ruolo specifico per far sì che il protagonista raggiunga il suo obbiettivo.

Dopo l’eroe, un personaggio chiave è il suo antagonista che, come è bene ricordare, non deve essere per forza una persona o più (persone), ma qualcosa di astratto.

CHI É L’ANTAGONISTA?

Come già anticipato, la sua importanza è pari a quella del protagonista in quanto è colui/ciò che si oppone, lo ostacola portandolo a una evoluzione.
Grazie al loro scontro si genererà il conflitto, ovvero la parte centrale e anima della storia.
L’antagonista non è sempre una persona fisica, ma potrebbe essere addirittura lo stesso protagonista; per convinzioni, poca fiducia in sé stesso o brutti vizi.

Una cosa è sicura: molte volte è quasi più difficile delineare un antagonista che il protagonista; perché bisogna ricordarsi che il lettore non dovrebbe mai immedesimarsi in lui (come invece avviene con l’eroe); bisogna odiarlo e volerlo vedere sconfitto -meglio se dal protagonista-. Già con queste credenziali capirete che la creazione di un antagonista non è cosa facile.
Detto ciò, il lettore può non precludersi la voglia di comprendere l’antagonista perché anch’egli ha (e deve avere) una sua storia, solo non possiamo empatizzare con essa. Molte volte il lettore non ne verrà a conoscenza (e in questo caso entrerebbe a far parte di quegli appunti sui vari personaggi necessari per la loro realizzazione) o se questa cosa avverrà, proverà dispiacere per quello che gli è successo (meglio se nasce come vittima), ma poi lo disprezzerà per le scelte malvagie.

SI POSSONO EVIDENZIARE DIVERSE TIPOLOGIE DI ANTAGONISTA: 

  • La persona (il più classico)
    Ha idee chiare, vuole entrare in conflitto diretto con il protagonista e molte volte pensa di essere nel giusto.
  • Un concetto
    Come una malattia, una catastrofe naturale, il tempo, la legge o una colpa. L’antagonista, in questo caso, è la resistenza che si trova ad affrontare il protagonista, diventa il prezzo da pagare, non il male come è consuetudine vederlo.
  • L’antagonista nemesi del protagonista
    Ovvero il suo specchio, ciò che gli si oppone e nello stesso tempo lo definisce. Ha le stesse qualità ma che vanno di direzione opposta. In questa tipologia l’antagonista è quello che potrebbe diventare l’eroe se seguisse una strada diversa.

Consiglio spassionato: evitate di dipingere l’antagonista come il classico stereotipo del cattivo; donategli sfumature caratteriali in modo da renderlo un personaggio complesso, in grado di creare ostacoli significativi ed essere una vera minaccia per il protagonista.

Altra cosa importante: l’antagonista deve avere un piccolo lato vulnerabile, in modo da essere alla pari con l’eroe e creare lo scontro.

L’ANTIEROE

Ho voluto inserire anche questa tipologia di personaggio per non creare malintesi.
Per l’appunto: l’antagonista e l’antieroe sono due figure diverse e distinte.

Se l’antagonista è il “cattivo” della storia, l’antieroe è un “tipo particolare” di eroe. Ne esistono di diversi tipi, come quello che si comporta effettivamente da eroe ma con un lato ferito, oppure l’antieroe tragico, che non è riuscito a sconfiggere i suoi demoni e ne è stato distrutto.
Inoltre, questa figura è stata delle volte poco considerata ma, riflettendo a posteriori, è il personaggio che alla fine più affascina, intriga, stupisce. È un cattivo in quanto non possiede nessuna delle caratteristiche dell’eroe (gentilezza, sorrisi, altruismo) ma non è cattivo e questo permette al lettore di poter creare empatia.
Muovendoci per esempi, il più famoso antieroe della narrativa odierna è sicuramente Severus Piton in Harry Potter: per ben quasi 7 libri Piton sembra un’ombra che gira intorno all’antagonista, a Voldemort, e invece, alla fine, scopriamo che ha messo in gioco la sua intera vita per riscattare la morte della sua amata e proteggere Harry, passando pure per il cattivo e doppiogiochista.



Come per l’antagonista, creare un antieroe non è affatto un lavoro semplice: essendo un personaggio affascinante e tenebroso, rischia delle volte di oscurare il protagonista della storia. Anche in questo caso bisogna creare uno studio del personaggio in modo da farlo evolvere e mostrarsi pian piano per quello che è, una persona come tante, ma che la vita gli ha proposto solo ostacoli, indurendo il suo carattere. È imperfetto, con un passato oscuro del quale tende a non parlare mai, si isola e non crede nell’amicizia.

L’antieroe può essere lo stesso protagonista, un esempio lampante è Sherlock Holmes, degli omonimi romanzi di A. Doyle: il personaggio in questione ha delle dipendenze, molto intrattabile e non facile da amare.

QUAL È IL RUOLO DELL’ANTIEROE IN UNA STORIA?

L’antieroe ha un ruolo specifico e importante tanto quello dell’eroe e dell’antagonista.
È colui/colei che dà ritmo alla storia, crea sbandate improvvise con le sue scelte poco convenzionali, come atteggiamenti invidiosi, tentazioni da cui non riesce a uscirne oppure semplici errori umani. Appunto per queste cadute così umane, al lettore piace la presenza di questo personaggio, così tenebroso da far fatica a capire; e molti autori hanno sempre scelti di inserirlo nelle loro storie perché, come tutti i personaggi secondari, ha lo scopo di aiutare il protagonista a raggiungere il suo obiettivo, solo che lui lo fa a modo suo.

Altri esempi nella letteratura per far comprendere meglio questa figura enigmatica possono essere:

Il conte di Montecristo (Alexandre Dumas).
Qua il nostro antieroe è lo stesso protagonista, una volta marinaio con solidi principi, assetato di vedetta dopo i lunghi, ingiusti anni di carcere.

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Il ritratto di Dorian Grey (Oscar Wilde).
Sempre il protagonista a incarnare l’antieroe e qua alla perfezione: parte come un giovane, educato e genuino ragazzo, per diventare così corrotto da autodistruggersi.

Nelle serie televisive non possiamo dimenticare Sawyer di Lost. È rissaiolo, tenebroso, troppo sarcastico tanto di rischiare di odiarlo, se non fosse per la sua storia che appare a frammenti nelle diverse puntate e l’amore per Kate che lo rende più umano.


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