GUIDA GALATTI PER AUTOSTOPPISTI

NIENTE PANICO

Sono cresciuta con un padre amante dello spazio e delle astronavi, fan sfegatato delle saghe Star Wars e Star Trek (sono quasi sicura che, se fosse nato in America, avrebbe fatto parte di quei gruppi nerd gasati che si riunivano alle convention con le orecchie a punta di Spock). Abbiamo visto e rivisto insieme tutte le serie tanto da poter suggerire le battute agli attori.
Pensavo che, con un background del genere, ero pronta a imbattermi in questa trilogia di cinque libri (questa definizione è fantastica). Invece no.
Devo ammettere che leggere Guida galattica per autostoppisti è stato un vero e proprio viaggio, del tutto inaspettato. È come essere catapultati nel caos più assoluto, le pagine volano una dietro l’altra e senza rendersene conto si termina il libro annuendo soddisfatti “effettivamente ha senso”.
E via verso un altro viaggio.

TRILOGIA DI CINQUE LIBRI

Il libro 1, dove tutto ha inizio, è intitolato 42.

Guida intergalattica per autostoppisti ha creato diversi must nel mondo fantascientifico, uno dei quali è il numero 42. Ma quale è il suo significato? Semplice, si tratta della risposta alla domanda fondamentale sulla vita, sull’universo e tutto quanto elaborata da un enorme calcolatore chiamato Pensiero Profondo.
Ma c’è un problema: Pensiero profondo ha avuto bisogno di sette milioni e mezzo di anni per elaborare questa risposta, e tutti si sono dimenticati la domanda!

La saga ci lascia così, con questa rivelazione, senza sapere cosa significhi e i fans di Douglas si sono scatenati cercando di risolvere l’enigma; tra questi anche Neil Gaiman che pubblicò un saggio, intitolato Niente panico, in cui racconta Guida intergalattica per autostoppisti dal suo punto di vista.
Perché quest’opera di Douglas, per quanto può sembra di nicchia, è un mondo infinito di enigmi con soluzioni nascoste a migliaia di anni luce da dove sono accadute, fatti che si succedo apparentemente senza un movente, per poi scoprire che sono necessari per la riuscita della storia stessa, interconnessi tra loro con il potere di lasciare senza parole il lettore per lo stupore. Questo è geniale e pochi autori sono in grado di farlo.

Ma raccontiamo la trama, per chi volesse quella spintarella se ancora in dubbio (ovvio che, posso lasciarmi andare davvero poco, per non cadere in spoiler).

Arthur Dent è un terrestre impegnato a bloccare delle ruspe che voglio distruggere la sua casa per far spazio a una nuova super strada. Verrà salvato da Ford Perfect, un alieno con le sembianze umane bloccato sulla terra da quindici anni, in attesa che una astronave passi da quelle parti. Ford riesce a smaterializzarsi e spostarsi sull’astronave in transito assieme all’amico un momento prima che i Vogon distruggano il pianeta Terra per creare un’autostrada galattica.
Entrando più nello specifico, Ford trova l’amico Arthur sdraiato a terra, in vestaglia, intento a bloccare le scavatrici che dovrebbero distruggere la sua casa. Vorrebbe bere una birra con lui per spiegarli la sua vera natura e cosa sta per succedere al pianeta, lo riesce a dissuadere convincendo il capo del cantiere a sdraiarsi al posto di Arthur nel mentre.

Già dopo un incipit del genere, non potete non dargli una possibilità. Poi sì, la successione dei fatti sembrerà una enorme confusione, e la cosa più bella è la constatazione finale che no, niente succede a caso in questa storia.

Sempre in questo contesto di distruzione e ampliamento di ciò che è realtà per Arthur, fa il suo ingresso nella storia la Guida galattica per autostoppisti (sì, stiamo parlando di un libro all’interno di un altro libro, un e-book per la precisione), con la sua prima pagina epocale in cui risaltano le parole niente panico e si scopre che l’oggetto indispensabile per tutti gli autostoppisti è l’asciugamano.

PERSONAGGI E AMBIENTAZIONI

Questi due aspetti, importantissimi per la realizzazione di qualsiasi storia, risaltano nettamente in questo romanzo. Guida galattica per autostoppisti, come già detto, è una storia assurda, ma nel delirio che riempie queste pagine si trovano dei personaggi pazzeschi creati a regola d’arte.

Arthur Dent è il protagonista terrestre, riflessivo, in continua lotta per cercare di adattarsi il più velocemente possibile alle numerose rivelazioni che continua a ricevere e scoprire dopo che la nave dei Vogon ha distrutto la terra.

Ford Perfect è un alieno autostoppista che viaggia per la galassia cercando nuove informazioni da riferire alla casa editrice per cui lavora come redattore, de La guida galattica per autostoppisti. Una sorta di Wikipedia galattico.

Zaphod Beeblebrox, presidente del governo galattico imperiale. Amico d’infanzia di Ford, ha due teste che ragionano assestanti e tre braccia. Il suo ruolo di presidente è puramente figurativo, con lo scopo di distrarre l’attenzione da hi veramente comanda.

Marvin. Lui è un nuovo tipo di robot con caratteristiche da persona vera e per questo motivo è sempre triste, depresso. Non esiste nulla al mondo che potrebbe riuscire a farlo sorride. Una info interessante che ho scoperto facendo due ricerche sul personaggio è la canzone dei Radiohead Paranoid Android è ispirata a questo personaggio.

[In realtà, nel mondo anglosassone, questa serie ha riscosso molto successo, tanto da influenzare e creare dei trend ispirati alla storia]

Parlando invece delle ambientazioni, sono così numerose, vaste, articolate da aver bisogno di un intero articolo solo per loro. La fantasia di Douglas non ha confine e lo dimostra creando pianeti dal nulla con la loro popolazione, la loro storia e le loro paturnie (perché sì, la maggior parte degli extraterrestri ha un sacco di paturnie).
Ogni luogo, tradizione, è collegata alla storia anche tra un libro e l’altro. Nell’assurdità tutto ha un senso in Guida galattica per autostoppisti.

Gli altri libri che compongono la saga sono:

Libro 2, Ristorante al termine dell’universo (il protagonista di questo libro è il tempo e le sue mille sfaccettature nello spazio. Non posso dire di più)

Libro 3, La vita, l’universo e tutto quanto (solo la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità)

Libro 4, Addio e grazie per tutto il pesce (dovete leggere questo libro per poter capire chi ha pronunciato questa frase e comprenderne il significato per poter applaudire al genio di Douglas)

Praticamente innocuo (con lui si conclude questo assurdo viaggio. Ho ancora la lacrimuccia di malinconia)



E

L’AUTORE

Douglas Adams (1952-2001) creò Guida galattica per autostoppisti come storia concepita per la radia, trasmessa dalla BBC.
Solo nel 1979 divenne romanzo e raggiunge subito i primi posti delle classifiche diventando best seller.
Tra le sue diverse qualità, spiccava anche l’ecologia, tema non ancora sdoganato come lo è ora. Innovatore e geniale autore e fan dei Pink Floy. Fu proprio Douglas Adams a trovare il titolo del loro ultimo album The division bell, traendo ispirazione dai loro testi.
“La cosa davvero irritante era che si trattava di un’espressione presa dai testi dell’album: avremmo dovuto leggerli più attentamente”
Scrittore, sceneggiatore e umorista britannico, è così tanto amato dai suoi fans che, dopo la sua prematura morte a 49 anni, a causa di un infarto, decisero di dedicare in suo onore una giornata, il towel day, che ricorre ogni anno.

[…] Un asciugamano, dice, è la cosa più utile che un autostoppista interstellare possa avere. In parte ha un grande valore pratico: puoi avvolgerlo intorno a te per riscaldarti mentre attraversi le fredde lune di Jaglan Beta; puoi sdraiarti sulle brillanti spiagge di sabbia marmorea di Santraginus V, inalando gli inebrianti vapori marini; puoi dormirci sotto, sotto le stelle che brillano così rosse sul mondo desertico di Kakrafoon; usalo per navigare su una mini zattera lungo il lento e pesante fiume Moth; bagnalo per usarlo nel combattimento corpo a corpo; avvolgilo intorno alla testa per allontanare i fumi nocivi o per evitare lo sguardo della famelica Bestia Bugblatter di Traal (un animale incredibilmente stupido, presume che se non puoi vederlo, non può vederti – stupido come un cespuglio , ma molto, molto famelico); puoi sventolare l’asciugamano in caso di emergenza come segnale di soccorso e, naturalmente, asciugarti con esso se sembra ancora abbastanza pulito.

Ancora più importante, un asciugamano ha un immenso valore psicologico. Per qualche motivo, se uno strag (strag: non autostoppista) scopre che un autostoppista ha con sé il suo asciugamano, presumerà automaticamente che sia anche in possesso di uno spazzolino da denti, di una salvietta per il viso, di sapone, di una scatola di biscotti, di una borraccia , bussola, mappa, gomitolo di spago, spray antizanzare, attrezzatura per il tempo piovoso, tuta spaziale ecc. Ecc. Inoltre, lo strag presterà felicemente all’autostoppista uno qualsiasi di questi o una dozzina di altri oggetti che l’autostoppista potrebbe avere accidentalmente ” perduto”. Ciò che lo strag penserà è che qualsiasi uomo che possa spostarsi in lungo e in largo per la galassia, maltrattarla, degradarla, lottare contro terribili probabilità, vincere e sapere ancora dov’è il suo asciugamano è chiaramente un uomo da non sottovalutare […]